Alfredo Fiorani
La memoria impura
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Dalla Prefazione di Giampaolo Rugarli Se un romanzo deve essere l'esposizione di una serie di avvenimenti, più o meno concatenati, sino a un colpo di scena finale, tale da mozzare il fiato al Lettore, La Memoria impura di Alfredo Fiorani corrisponde poco a queste caratteristiche, tranne forse la sorpresa conclusiva che ovviamente non rivelerò. La Memoria impura non concede nulla alle convenzioni romanzesche, ha la fissità ossessiva della prigione, una cella di tre metri per tre, dove è rinchiuso Alvaro, per scontare i venticinque anni di reclusione ai quali è stato condannato. Perché? E perché una pena così pesante? Alvaro è un assassino, anzi è un assassino seriale: ha ucciso un piccolo esercito di bambine, tutte in età preadolescenziale e tutte equamente violentate e strangolate. La condanna sta per scadere, e, alla vigilia della scarcerazione, ricordi, rimorsi, proponimenti... arriva tutto in frotta, costringendo il nostro omicida a un tumultuoso esame di coscienza. Venticinque anni di così detta espiazione sono serviti a qualche cosa? Verrà restituito alla vita civile un uomo redento (o almeno cambiato) oppure...? [...] |
dalla prima pagina:
Alfredo Fiorani
, nato a La Spezia, vive in Abruzzo. Ha al suo attivo alcuni romanzi, tra cui L'orizzonte di Cheope (Guida, Napoli 1998). Saggista, poeta, pubblicista, ha vinto numerosi primi premi in concorsi nazionali (Penna, Teramo, Cimitile, Eraldo Miscia, ecc).