Remo Remotti
Città, Donne, Segni Zodiacali, Ferrovie dello Stato, Monologhi, Mostri ...ed altro
I edizione settembre 1999
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Dalla Presentazione di Lisa Ginzburg Dalla scrittura di Remo Remotti si è subito colpiti, e per ragioni diverse. Anzitutto per l'ironia, il disincantamento, L'onnipresenza del tema freudiano-edipico e del sesso - o, più in generale, per via del suo sguardo ossessivamente rivolto agli esseri umani, siano essi donne guardate con occhio maschile, o uomini in sana contemplazione delle donne. Ma non solo: lo stile, ad esempio, è di una consistenza assolutamente inusuale, non leggera, ma spiccia. Che non indugia sugli echi di quello che descrive, ma guarda e passa, seguendo l'eclettismo della sua stessa natura vorace, insaziabile, nemica di ogni moderazione e fissità. Il risultato è che storia d'Italia, cultura delle avanguardie artistiche; Roma dei vicoli e delle piazze, mode e mondanità e per contro i mestieri, la gente che lavora; lo sport e le donne, protagoniste incontestate, tutto si mescola insieme senza mai enfasi, senza teatralità ma con un bellissimo senso del teatro, della scena. Questo si impara dalla scrittura (così come dalla persona) di Remo: che lui la vita ha scelto di non solamente stare a guardarla scorrere, ma di viverla, di recitarla, di soffrirla e gioirla in una contemplazione pro- fonda, senza però ombra di passività. [...] |
dalla prima pagina:
Remo Remotti, è nato a Roma nel 1924. Pittore-scultore, attore, autore teatrale, umorista. Ha lavorato con Marco Bellocchio, Nanni Moretti, Ettore Scola, i fratelli Taviani, Werner Masten, Peter Ustionov, Gioele Dix, Nanni Loy, Carlos Alsina, Giampiero Soplari, Renato Mambor, Maurizio Michetti, Silvia Arzuffi, Carlo Mazzacurati, Egidio Eronico ed altri